Messico fai da te di Valentino e Loretta


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2° GIORNO DEL RACCONTO DI VIAGGIO 2010 NEL MESSICO DEL SUD-EST

I NOSTRI VIAGGI

panoramica
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.....1° giorno
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2° giorno ....
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2° giorno

Ci svegliamo abbastanza stanchi per via del fuso orario, ci prepariamo e scendiamo a 1° piano dove nel ristorante dell'albergo, ci aspetta una succulenta prima colazione, compresa nel prezzo della camera. Come al solito non veniamo delusi dalla qualità del Metropol, dai pancake, alla frutta, ai fagioli, alle uova sode o "revueltos", alla pancetta, tutto quello che ci offrono sul lungo tavolo è ottimo e meriterebbe un assaggio. Ci serviamo e mangiamo un pò più del solito in virtù del fatto che dovremo percorrere 750 chilometri per raggiungere Comalcalco, nello stato del Tabasco e non sappiamo se per strada troveremo un posto in cui mangiare o se ne avremo il tempo. Dopo aver recuperato le valigie in camera, andiamo in garage a riprendere l'automobile. Consegnamo il biglietto datoci ieri sera e il ragazzo ce la parcheggia fuori dove carichiamo i bagagli, impostiamo il navigatore e mettiamo in moto pronti a partire. Nonostante ci sia il sole e siano quasi le 10:00, l'aria come ieri mattina è fresca e frizzante, seguo le indicazioni del navigatore e dopo 3 minuti siamo già fermi. La strada indicataci è chiusa per lavori, per cui facciamo inversione, prendiamo una deviazione e dopo 10 minuti di gira e rigira intorno all'albergo, riusciamo a prendere calle Balderas da dove parte ufficialmente il viaggio. Ci guardiamo ed esclamiamo "Iniziamo bene!". Passa un'ora e senza difficoltà usciamo dalla città. A malincuore notiamo che i mitici maggioloni verdi, i taxi facilmente riconoscibili, non sono più così numerosi, ma vengono rimpiazzati da auto nuove di colore amaranto e oro. Proseguiamo in direzione delle autostrade, nota dolente perchè sono molto care, tanto che sul tratto da Città del Messico a Comalcalco, sono situate 10 "casetas de cobro" che sono più o meno i nostri caselli in cui abbiamo pagato un totale di 737$ pari a 42€ su un percorso autostradale di circa 680 Km. Proseguiamo verso Puebla imboccando la 150D e la prima cosa che ci salta all'occhio, è che dall'ultima volta in cui abbiamo percorso queste strade, sono sorte delle aree di servizio molto ravvicinate fra loro. Di queste, parecchie sono dotate di bar, ristorante, bagni e qualcuna addirittura di motel. Il fatto ci trova piacevolmente sorpresi se pensate che non molto tempo fa, appena ne vedevamo una, ci fermavamo a fare il pieno, poichè per chilometri e chilometri sapevamo che non ne avremmo incontrate. Il viaggio prosegue abbastanza regolare fra paesaggi mozzafiato che pianeggianti o montuosi che siano, ci meravigliano sempre per la loro enormità, qui tutto è molto più grande o esteso che in Italia.
Nei percorsi montuosi in discesa, in particolar modo sulle strade a pagamento, notiamo delle "rampe di emergenza".
Queste consistono in una strada laterale congiunta alla carreggiata, non è asfaltata, ma ricoperta di ghiaia, un pò come le vie di fuga degli autodromi, dove, in caso di malfunzionamento dei freni, il guidatore seguendo una linea indicatrice rossa, può fermarsi senza cappottare o peggio. Singolare come sia stato adottato questo sistema, probabilmente, statisticamente in Messico gli incidenti dovuti a questo tipo di avaria sono molto frequenti.
E restiamo come sempre meravigliati e divertiti quando ad un certo punto a lato della carreggiata leggiamo un cartello con scritto "cafè", a poca distanza un altro e un altro ancora, sempre più vicini. E puff!!! Si materializza un uomo che con il suo tavolo di fortuna e il termos, sventolando un bicchiere per aria, ci fa notare che siamo giunti in prossimità di un autogrill in versione Messicana fai da te. Il bisogno aguzza proprio l'ingegno.
Siamo a metà percorso, decidiamo di fare una sosta e rifornirci di carburante. Essendo partiti con poco contante, ci rendiamo conto che forse non sarebbero bastati per arrivare a destinazione. L'area di sosta in cui ci troviamo, non ha il Bancomat, così chiediamo al gestore del bar dove ne avremmo potuto trovare uno. Questo ci risponde che la città piu vicina dotata di Bancomat, si trova circa 80 chilometri piu avanti. Facciamo un pò di conti al volo e se facciamo il pieno, di sicuro i contanti non basteranno per l'autostrada fino a Comalcalco.

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Indubbiamente senza benzina l'automobile non va, quindi facciamo il pieno con una spesa di 380$ pari a circa 22€, mangiamo qualcosa al volo e ripartiamo consapevoli del fatto che se non fosse stato possibile pagare il pedaggio con la carta di credito, avremmo dovuto deviare ed andare ad Acayucan a prelevare il contante come segnalatoci dal gestore. Alla prima caseta de cobro proviamo ad utilizzare la carta e con nostra gioia riusciamo a pagare senza difficoltà, deviazione risparmiata. Proseguiamo senza ulteriori intoppi, ci godiamo la bella giornata. Alle 18:30 circa, con il sole già tramontato, lasciamo l'autostrada e ci avviamo a percorrere gli ultimi 30 chilometri in direzione Comalcalco. Man mano che ci addentriamo in questo territorio, incrociamo dei paesini che ci appaiono abbastanza poveri. Le strade non sono granchè, poco illuminate, costellate di buche e di topes (i dossi) altissimi. Per fare qualche chilometro ci mettiamo una vita. Inizia il calvario che non avremmo immaginato. Il navigatore che fino a questo punto ci ha guidati con precisione millimetrica, per motivi a noi sconosciuti, si disallinea dalle mappe. Rileva la posizione, ma la segnala nel punto sbagliato sulla mappa. Nell'unica strada che porta a Comalcalco non è un grosso problema, basta andare avanti e ci arriviamo dopo quasi un'ora. Entriamo in città che siamo veramente esausti, "finalmente" ci diciamo, arriviamo in albergo, ci rinfreschiamo, ceniamo, facciamo un giretto e dopo nanna. Macchè... il navigatore proprio non ne vuole sapere di allinearsi alla mappa. Gira e gira e rigira, non riusciamo a trovare l'albergo Copacabana, che visto su google street view da casa, sembrava di conoscerlo già. Riusciamo ad arrivare in una laterale vicino all'albergo, ma non lo vediamo. Ci perdiamo nel dedalo di stradine a pianta quadrata, sembrano davvero tutte uguali. Ad un certo punto ci fermiamo e chiediamo indicazioni ad un signore. Ci da le dritte e come immaginavamo eravamo vicinissimi, peccato che di questo albergo nemmeno su indicazioni di un abitante si riuscisse a vedere l'ingresso. E gira e rigira. Ci fermiamo di nuovo, abbiamo portato con noi le cartine acquistate in questi anni in giro, apriamo la valigia e prendiamo quella del Tabasco, magari c'è la piantina di Comalcalco... e invece no!!! Ci sono le piantine di altre città, ma di questa, naturalmente, nemmeno l'ombra, ma non avevamo dato molte possibiltà a questa soluzione. E' quasi un'ora che vaghiamo sperduti in due isolati. Svoltiamo a destra e ad un certo punto Loretta esclama:
Là!!!!
E io :
Dove? Non vedo niente????
Loretta:
La in alto c'è l'insegna del Copacabana!!!
Incredibile... l'insegna dell'albergo è posizionato al sesto piano del fabbricato sulla strada principale, solo che l'ingresso non è qui, ma nella sua laterale, per vederlo bisogna svoltare in una stradina, dove è posizionato il parcheggio e la hall.
All'angolo dove eravamo convinti che si trovasse l'ingresso, c'è il suo ristorante e noi ci saremo passati davanti almeno 4 volte senza riconoscerlo. Mai stati più contenti di trovare un albergo. Alle 20:00 stremati, rifacciamo il giro dell'isolato, parcheggiamo e scendiamo dall'auto per sgranchire schiena e gambe. Scarichiamo le valigie, ci avviamo alla hall a prendere la stanza, espletate le formalità, andiamo a riassettarci velocemente in camera, abbiamo un certo appetito e prima che il ristorante chiuda vorremmo cenare. Scendiamo e ordiniamo:

2 Arrachera Tabasco (carne con contorno)
1 Agua de litro
conto totale compreso di propina 302,60$ pari a circa 16€.

Alle 21:00 usciamo, abbiamo ancora una tappa da fare: il prelievo. Facciamo 500 metri in direzione opposta alla piazza e troviamo un Bancomat, là vicino c'è un capannello di uomini che chiacchiera e confabula, non capiamo bene di che cosa stanno parlando. Fra loro ci sono anche due agenti della polizia locale, la cosa ci insospettisce un po ma non indaghiamo oltre lasciandoceli alle spalle. Ci avviamo verso la piazza per farci un'idea del posto per domani mattina, quando ci arriviamo le strade iniziano ad essere deserte, cosi torniamo in albergo, alle 22:00 andiamo a riposare, in fondo siamo stanchi morti.

Continua al 3° giorno...

MUSICA MESSICO
La strada e l'alberoLo svincolo Cordoba-OaxacaIl pico de OrizabaAutogrill messicano fai da teAutogrill messicano fai da te al coperto
Cartello autogrill fai da teAutostrada
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